venerdì 13 gennaio 2017

VIAGGIO IN FRANCIA IV

Ed eccomi qua, non considero uno scandalo, anche se fosse la verità, che la Maddalena possa aver partorito un figlio di Gesù, quando avevo sei/sette anni, frequentavo assiduamente la chiesa, durante le omelie, che mi annoiavamo, pensavo alla bontà di Gesù, a come era bello e mi domandavo perché la Chiesa non lo facesse sposare con la Maddalena, mi sembravano una coppia tanto bella. Lo so che ribalterebbe molte cose, ma la Chiesa si basa sulla Fede e questa è amore allo stato puro e il Pontefice odierno ha sdoganato l’amore fisico, se amore vero fatto di stima e rispetto. Comunque non è vero, come molti ripetono il “complotto” con cui la Chiesa Cattolica avrebbe cercato di nascondere il ritrovamento di certi testi apocrifi, come non ha mai nascosto la “Legenda aurea”, testo che parla di molte altre cose “favolistiche” oltre che della Maddalena arrivata con altri discepoli in Francia. Inoltre Papa Francesco ha da poco istituito la festa di Santa Maria Maddalena e credo proprio per rivalutare la bellezza della donna, oggi svilita e snaturata. Gesù amava la Maddalena, a cui appare per prima, dicendo però…Noli me tangere (non mi toccare), così come oggi fanno certi sacerdoti se sono castamente baciati sulle guance da una donna, non per repulsione ma per non essere indotti in tentazione, si sa la carne è debole e Gesù era anche vero uomo, ciò sta a significare che Gesù amava moltissimo ma solo castamente la Maddalena, e quest’ultima sarà stata una brava evangelizzatrice come gli uomini, sì nella Chiesa ci sono solo preti, ma la schiera umile e insostituibile delle suore dove la mettete? La basilica ha tre navate con linee gotiche, è imponente, presenta una suggestiva cripta che ispira religiosità, col forse presunto teschio di Maddalena e con vari sarcofagi molto belli tra cui uno con pasciuti angeli/eros simili a quelli che si trovano in San Vitale a Ravenna. Il mio sarcofago preferito presenta dei delfini dalle linee delicatissime, e un volto cesellato che mi ricorda l’imperatore Costantino, l’epoca corrisponde e l’imperatore era di casa nella vicinissima Arles, comunque i sarcofagi appartengono a Santi non ancora ben identificati, uno sicuramente è di San Massimino. Bellissima è la pala d’altare esposta nella Cappella del Corpus Domini, in cima alla navata sinistra. Si tratta di un’opera notevole, costituita da 16 medaglioni quadrati che si dispongono attorno ad un grande quadro centrale, opera del pittore Antoine Ronzen, un Veneziano di origini fiamminghe, raffigura le storie della Passione di Cristo, tra cui il Colosseo, piazza San Marco a Venezia e il Palazzo dei Papi di Avignone. Altro capolavoro due piccole vetrate, una in fondo alla navata, e l’altra all’inizio, la prima è dedicata a San Michele Arcangelo e pare intessuta di pizzo rosso e blu. San Michele è il cavaliere della Maddalena e delle Madonne nere, Lui è sovente presente insieme a queste raffigurazioni, combattente e protettore di queste insigni e altissime Sante. Questa basilica è un luogo dove si respira trascendenza, anche se avrebbe bisogno di un necessario restauro, ad esempio le colonne, che sono piene di scritte e graffiti. Nelle chiese del sud della Francia i Santi che più si ritrovano effigiati sono: Giovanna d’Arco, Maria Maddalena, Sant’Antonio da Padova, San Rocco e Santa Germana, non manca mai la Madonna di Lourdes. Il paese di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume è come dire pieno di cordialità, c’era un piccolo e assortito mercato dove una signora molto gentile mi ha donato dei santini e una medaglietta della Madonna, l’ho ritenuto un po’ strano perché in chiesa queste cose si pagavano, ma ho accettato con un sorriso, ringraziando molto. Un’ultima cosa la Maddalena non è la peccatrice e prostituta, con cui a volte le persone si confondono, è Maria Maddalena o di Magdala, sorella di Lazzaro, l’ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto, che secondo un‘antica tradizione greca, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove avevano preso dimora anche Giovanni, l’apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù, dove sarebbe morta. Quale sia la verità in fondo non ha importanza è la Fede e l’Amore che conta.

domenica 8 gennaio 2017

VIAGGIO IN FRANCIA III

Prima di arrivare alla nostra meta, cioè Carcassonne, ci siamo fermati in Provenza e precisamente nel piccolo paese di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume per visitare la basilica di Santa Maria Maddalena considerata il terzo sepolcro più importante della cristianità dopo quello di Gesù a Gerusalemme e di San Pietro a Roma. La tradizione provenzale ci racconta che Santa Maria Maddalena morì in questo paese, dopo aver vissuto in una grotta in eremitaggio e per custodire le preziose reliquie, si costruì la Chiesa. Visito solamente la Chiesa che ha come reliquia il cranio della Maddalena, ma mi sarebbe piaciuto recarmi alla sua grotta, oggi piccola chiesetta, solo che per arrivarci bisogna inerpicarsi per oltre un’ora di cammino su per la montagna e noi siamo stanchi e accaldati. La leggenda, ma potrebbe essere anche la verità racconta che a causa delle persecuzioni degli ebrei contro i primi cristiani e in particolare contro gli amici più intimi di Gesù, Maria soprannominata “la Maddalena” fu messa su una barca senza vela né remi, con suo fratello Lazzaro, sua sorella Marta, le pie donne Maria (madre di Giacomo) e Maria Salome, Massimino (uno dei 72 discepoli) e alcuni altri. La barca arrivò incolume alle foci del Rodano in quel luogo oggi chiamato Les Saintes Maries de la Mer. Il gruppo fu accolto da una donna di nome Sara, che si dice essere d’origine egiziana e zingara. Sara si convertì e ricevette il battesimo. Sarebbe diventata la patrona degli zingari, è festeggiata dai gitani tutt’oggi, che accompagnano il 24 e il 25 maggio in processione la statua di Sara, vestita di innumerevoli abiti, forse una sessantina, portandola a bagnarla nel mare. Mentre Maria (madre di Giacomo) e Maria Salomesi si fermavano presso Sara, gli altri membri del gruppo si dispersero per la Provenza. Maria Maddalena evangelizzò i marsigliesi sul sagrato del tempio di Artemide poi andò a stabilirsi alla Sainte Baume per trascorrervi gli ultimi anni della sua vita. Sainte Baume era da tempi antichi un luogo di culto, sacro a divinità pagane. La Maddalena vi passò gli ultimi anni della sua vita nella preghiera e nella predicazione. Le città di Aix, Arles, Avignone, Brescia, Brignoles, Efeso, Marsiglia, Tarascona e le Saintes Maries de la Mer, sono direttamente o indirettamente connesse con tale tradizione. Da questa tradizione, leggenda o verità Dan Brown, nel suo famoso romanzo “Il codice da Vinci”, ha costruito tutta una trama in cui vede come oscura la Chiesa, che avrebbe nascosto che la Maddalena era incinta di Gesù ed avrebbe partorito, qui in terra di Francia, il bambino che poi sarebbe diventato il capostipite dei re merovingi, dando inizio alla dinastia di “sangue reale” che sarebbe il vero graal, nella prossima puntata vi dirò ciò che penso di questo presunto scandalo.

martedì 3 gennaio 2017

VIAGGIO IN FRANCIA II

Certo che Sanremo è turistica, basta vedere le piccole spiagge affollate, o il centro incasinato da auto, da persone che camminano in gruppo con la cartina in mano, negozi di ogni genere tra il lusso e il folk e naturalmente tanti venditori ambulanti di origine magrebina, ma non c’è solo questo. Proseguo il mio giro a piedi visitando la chiesa di Santa Maria degli Angeli, la chiesa in stile Barocco, spicca poiché è in netto contrasto con le linee moderne del vicino Palafiori. La sua facciata è riccamente decorata da stucchi, l’interno è ombroso e rinfrescante, qui una giornalista mi intervista sull’ultimo attentato dell’Isis, dove due uomini armati hanno fatto 7 ostaggi e sgozzato un prete e un fedele; ho risposto che la Chiesa cattolica più aperta e tollerante faccia un ulteriore gesto simbolico di indulgenza, togliendo la raffigurazione di Maometto dall’inferno, si trova a Bologna in San Petronio, mi ha ringraziato aggiungendo che il mio pensare era insolito e propositivo, diversamente da chi all’odio rispondeva con l’odio. Avrei voluto fare la salita verso il Santuario della Madonna della Costa, che sale fra due ali di alberi, ma ero troppo stanca e poi ormai era tardi e la Chiesa probabilmente chiusa, così mi sono limitata ad ammirarla dal basso. Qui in questa parte di Sanremo, si respira spiritualità, questo Santuario è molto amato ed è pieno di ex voto per grazie ricevute, inoltre la Madonna di questo Santuario è ritenuta l’artefice della salvezza e della prosperità della Città dei Fiori; infatti nel passato, per la sua posizione geografica, per il suo clima, i suoi prodotti, è sempre stata oggetto di assalti e di incursioni: i romani, i genovesi e poi i saraceni e i pirati, ma si è sempre salvata per intercessione della loro Protettrice. Sanremo ha una storia antichissima, dal tempo dei greci, ne fa fede l’esistenza di leggende mitologiche greche e di pratiche pagane. Questo Santuario si erge in un luogo sacro da millenni. Al tempo dei Greci il luogo era chiamato Leucotea (Dea del Mare, dei Greci).Nel terzo secolo a.C. con l’arrivo dei romani il nome cambia con quello di Matuzia, derivato forse dal nome della Dea Matuta o della “Gens Matucia” che, come accenna la storia, si faceva discendente della Dea, tale nome rimane sino all’avvento del Vescovo cristiano Romolo (600-700) da cui la città prende il nome di “Castrum Sancti Romuli”, Città di San Romolo fino al XVI secolo, poi, per contrazione dialettale divenne Sanremo. Dopo la morte di San Romolo gli abitanti scendono verso il mare e costruiscono la città sulla collina detta “della Costa”, oggi chiamata “Pigna” per la sua forma. E qui mi compro un buon gelato e mi avvio verso l’hotel, notando nella zona più a sud di Sanremo una grande piazza intitolata a Baden Powell, sicuramente a Sanremo ci sarà una comunità di scout. Gli insegnamenti di Baden Powell si sviluppano soprattutto nell’amare la vita all’aria aperta, alla scoperta del creato incontrando Dio, all’amicizia e all’accettazione del diverso. E con un ultimo pensiero a me, che avrei tanto voluto essere una Giovane Marmotta, apprendo che oggi si può diventare scout anche da adulti… della serie mai dire mai.

mercoledì 28 dicembre 2016

VIAGGIO IN FRANCIA I

Prima tappa è Sanremo, la nostra destinazione è Carcassonne, città francese situata nel dipartimento dell’Aude, del quale è capoluogo, nella regione della Linguadoca-Rossiglione-Midi-Pirenei, che dista da Ravenna più di 1000 chilometri, perciò abbiamo deciso di spezzare il tragitto fermandoci a metà strada. Sanremo è una città di mare che conosciamo tutti, con tante palme, tanti hotel lussuosi, belle ville in stile liberty, il Casinò e il Teatro Ariston, e un bel centro storico accattivante, chiamato la Pigna, che ricorda un poco le calli di Venezia. Ma vorrei andare oltre oltre i soliti stereotipi, Festival, Fiori e turismo, cercandovi di parlare di cose, che magari non conoscete. Prima di partire alla scoperta di Sanremo, sono scesa in spiaggia, qui per accedervi si paga, in tre con lettino e ombrellone, 30 euro, per mezza giornata, avevo deciso di non fare il bagno, per non bagnarmi i capelli, ma l’acqua era talmente invitante e cristallina, fresca al punto giusto, che mi sono tuffata. Fra la spiaggia e la strada vi è la pista ciclabile, lunga 24 chilometri, che costeggia il mare, è stata costruita sul luogo dove passava un tempo il treno, ho chiesto una bici all’hotel, ma erano tutte impegnate così ho preso l’autobus, biglietto 1 euro e 50 centesimi, che mi ha lasciato accanto al centro storico. Già mi ero stupita un poco che i tenutari dell’hotel fossero di nazionalità russa, figuratevi il mio stupore nel vedere una specie di “Cremlino” planato in quel di Sanremo, la comunità russa-ortodossa con la loro splendida chiesa esiste dal 1913. Tra il 1874 e il 1875 la zarina Maria Aleksandrovna, moglie di Alessandro II, decise di fare della Città dei Fiori la propria dimora invernale. Assieme alle palme, che regalò alla città, si accodò a lei la nobiltà russa. Si costruì così una farmacia, un bagno e la Chiesa di Cristo Salvatore. Chiesa dal sapore orientale con le sue belle cupole che svettano nel cielo. I tempi sono cambiati, oggi i russi sono persone normali, non altolocate, ma sono ancora ben presenti e la Chiesa è un loro importante punto di riferimento. C’è qualche differenza fra il rito ortodosso e quello cattolico, vediamone qualcuno. Il Natale si festeggia il 7 gennaio, mentre il 25 dicembre festeggiano Santo Spiridon, un Santo molto venerato in Russia. La Pasqua ortodossa cade la domenica che segue la prima nuova luna dall’equinozio di primavera, può così capitare in un giorno diverso dalla Pasqua cattolica. Il Battesimo viene celebrato assieme alla Cresima e prima della Comunione. Le donne quando entrano in chiesa mettono il velo, come facevano un tempo anche le donne cattoliche, ricordo mia nonna quando mi accompagnava a messa, io con la manina nella sua grande mano, lei con un abito a pois bianchi su fondo blu e il velo nero sui lunghi capelli annodati in uno chignon.

venerdì 23 dicembre 2016

BUON NATALE



NATALE

Natale tale e quale
quale Natale?
Natale il Tale
che tesse la tela d'amore
Piccola tomba in cui nasce
 ma di gloria grande
 come il cielo sapientissimo
Natale tale Dio
il bello divino
che tutto comprende 
anche te
veloce ti prende
perché tutto domina
Egli è più di tutti saggio
perché scopre tutto
Natale tale e quale
quale giorno
giorno d'amore
Natale tale e quale
quale Natale?
Oh insomma
non l'hai
ancora capito?
Natale è amore puro
che prende 
anche te 

Paola  Tassinari alias Teoderica

venerdì 16 dicembre 2016

La Giraffa


La Giraffa

Ho in mano un pugno di perle
mi ricordano quello che è stato
e che non è più
Le portavo al mio lungo collo
collo da giraffa
tu mi guardavi 
mi guardavi innamorato
innamorato di me
di me che rendevi una dea
Ora ho le perle
il mio collo lungo
e non ho più te
ho solo tanta solitudine
e una collana di perle
per adornarla

Paola Tassinari

domenica 11 dicembre 2016

Storie di animali 43



Un po’ di curiosità sulla giraffa, secondo voi come farà per bere l’acqua da un’altezza di oltre cinque metri? Ha il collo lungo, va bene, ma solo, si fa per dire, tre metri. Per bere dunque le giraffe divaricano le gambe posteriori a più non posso, tipo una spaccata per una ballerina. Accoppiarsi lo fanno poco e per sapere se la femmina accetta il maschio, la femmina urina in bocca al maschio che dovrà capire dal sapore se la femmina è disponibile. Le giraffe sono assai veloci, viaggiano sui 50 chilometri orari, sono animali coraggiosi, gli unici che possono temere sono i leoni, ma solo se in branco.  Le giraffe si difendono molto bene con le loro lunghe gambe e con un solo calcio possono uccidere un leone,con la loro lingua prensile si fanno la toilette. Un animale così versatile non poteva non avere una star. Come ha la categoria dei cani o dei cavalli, infatti c’è il film d’animazione: “La Giraffa giramondo” che ha preso spunto dalla storia vera della giraffa Zarafa. Zarafa  era una giraffa femmina  che visse a Parigi per 18 anni. Un regalo da parte di Muhammad Ali dEgitto al re Carlo X di Francia, il viaggio fu lungo e periglioso. Zarafa era accompagnata da uno scienziato che ordinò per la giraffa, perché non sentisse freddo, un cappotto giallo in due parti e le scarpe per i suoi piedi. Quando Zarafa arrivò a Lione fu applaudita da una folla di 30.000 persone.