domenica 11 giugno 2017

STELLINA prima parte


C'era una volta, tanto tempo fa una bambina che si svegliò e si vide... si vide e cosa vide? Si era svegliata e sentiva che esisteva, mise i piedini sul pavimento, le piacque tanto il fresco sotto ai piedi, che camminò, non capiva come era finita lì, in quel corpo che non sentiva suo, ma a cui fece ben presto l'abitudine, perché il corpicino dava retta a ciò che la mente diceva, quindi la bimba che aveva circa due anni, andò decisa verso lo spiraglio di luce che intravedeva, era una porta, senza timore scese la lunga scala, il corpo obbediva a ciò che la mente desiderava, si avverava tutto come se tutto fosse già scritto, la bimba aveva sempre nuove porte da aprire, si chiedeva, cosa ci sarà, cosa vedrò? Finché non arrivò in una stanza piena di gente, dal gruppo di persone si staccò una donna piccola, un po' grassa, un po' anziana, prese in braccio la bimba, la mise a sedere su una sedia e le diede un piatto di cipolle al pomodoro, cipolle rosolate con l'aggiunta di sugo. La bimba se le infilò in bocca, erano buonisime, anche se una voce antipatica disse... no le cipolle no, deve bere il latte, non deve mangiare le cipolle. La bimba spaventata, perché aveva paura che le portasero via, quel piatto di buona zuppa, guardò la donna un po' grassa e un po' anziana.
"Mangia Stellina, mangia le cipolle, il latte lo berrai domani mattina, mangia".
Era la nonna, che Stellina amò subito immensamente. Non sapeva ancora Stellina che la voce antipatica era quella di sua madre.

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